24 luglio 1999, Secondo comunicato stampa sul recupero del sarcofago Capo Rizzuto

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Vedi primo comunicato

Venerdì 23 luglio 1999 si è concluso il recupero delle altre parti del sarcofago affondato nelle acque di Capo Rizzuto. L’operazione di recupero è stata effettuata, come la volta scorsa, sotto la direzione del dott. Claudio Mocchegiani Carpano, dai Carabinieri sommozzatori di Messina, coadiuvati dall’archeosub Luigi Cantafora. Essa è stata condotta in due tempi nel corso della stessa giornata.

Al mattino è stato recuperato un altro grande frammento del sarcofago, comprendente il lato corto dello stesso, opposto a quello già recuperato, una consistente parte della base e brevi tratti dei lati lunghi in corrispondenza degli attacchi col lato corto e con la base (sul lato lungo posteriore).

Il lato corto porta scolpito lo stesso motivo decorativo (maschera, festone e pigna con nastri) del precedente. Esso risulta però molto corroso e meno leggibile rispetto al primo.

Nel pomeriggio è stato recuperato l’ultimo grande frammento marmoreo, molto rovinato, pertinente al coperchio del sarcofago.

Mancano pertanto alla fine del recupero, quasi completamente, i lati lunghi del sarcofago: quello che sembra il principale con scena di Menadi e Satiri; quello posteriore, i cui brevi tratti molto corrosi non permettono di intravedere l’esistenza di figure. Come pure non risulta leggibile la corrispondente figura di Menade sul lato lungo principale, all’attacco con il lato corto del secondo frammento marmoreo. Meglio conservata nel secondo frammentosarcofago_4 la base del sarcofago (quasi un metro e mezzo) pertinente al letto di deposizione del defunto.

Nel contesto sono stati pure recuperati alcune tavolette di marmo, frammenti di embrici (tegole) di terracotta, una zavorra di pietra levigata e due frammenti lignei pertinenti al fasciame della nave affondata.

Al rientro del gommone dei Carabinieri sommozzatori di Messina, scortato dalla motovedetta dei Carabinieri di Crotone, nel porto de Le Castella, avvenuto nel pomeriggio, era presente la dott.ssa Elena Lattanzi, Soprintendente archeologo della Calabria.

I due frammenti marmorei sono stati issati a mezzo di una gru, armata su un camion, a bordo dello stesso. Quindi sono stati trasferiti presso l’ufficio scavi di Palazzo Morelli a Crotone, dove sistemati nel cortile, insieme all’altro frammento precedentemente recuperato, hanno avuto inizio le operazioni di lavaggio.

Crotone, 24 luglio 1999.

Vincenzo Fabiani

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