Archeologia Crotone “Kroton”

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In occasione del 53° anniversario della scomparsa di Zanotti, celebrato il 28 agosto u.s. nel parco a lui dedicato, lanciata la proposta  di Italia Nostra e Gruppo Archeologico Krotoniate di creare degli itinerari archeologi e naturalistici urbani, collegando le aree archeologiche con quelle verdi.

Tale parco, oltre a costituire un polmone verde nel centro città, ha consentito la salvaguardia di un’area archeologica dell’antica Kroton, fondata nell’VIII sec. a.c. dai coloni achei, sottratta alla distruzione come invece avvenuto nella altre aree archeologiche circostanti.

Tra i siti  ricoperti da cemento ed asfalto, con l’edificazione di strutture pubbliche, i più rilevanti  quelli  dell’Ospedale Civile e dello Stadio di calcio. Per quanto riguarda quest’ultimo, l’area  fu soggetta nel 1981 all’imposizione del vincolo di inedificabilità assoluta proprio perché interessata alla presenza di reperti dell’antica Kroton, comprendenti  settori di abitato di un certo rilievo ed aree a carattere religioso-produttivo, testimoniate dalla presenza di resti di un tempio e dell’annesso  quartiere ceramico. Nonostante il vincolo, negli anni ’90  furono eseguiti  dei lavori di ampliamento per la creazione  delle tribune della curva nord,  durante i quali vennero alla luce  le testimonianze di cui sopra, a conferma della rilevanza storico- scientifica del sito.

Le proteste delle associazioni, tra cui Italia Nostra e Gruppo Archeologico, operanti nel territorio sin dagli anni ’70, non furono ascoltate, anzi furono messe a tacere, accusate di “essere contrarie al progresso ed allo sviluppo della città ”. inoltre, la richiesta  delle stesse  di costruire un nuovo stadio in area libera da vincoli, richiesta che circolava anche in ambienti sportivi, non ebbe esito. Purtroppo.

Scelte politico- amministrative non lungimiranti  hanno causato negli anni notevoli danni alla città.

Con la recente promozione della squadra in serie A, ecco riproporsi il problema dell’ampliamento dello stadio, per aumentarne la capienza a 17.000 posti. Il progetto, approvato dalla competente Soprintendenza  e dall’Amministrazione Comunale, non prevederebbe interventi  che intacchino il sottosuolo. Un’ispezione ministeriale è intervenuta nelle settimane scorse per controllare che i lavori siano eseguiti secondo prescrizioni, senza provocare danneggiamenti al patrimonio archeologico sottostante.

In attesa di conoscerne gli esiti, Italia Nostra e GAK fanno appello alla nuova Amministrazione Comunale  affinchè sia programmata sin da ora la costruzione di un nuovo progetto di stadio in area decentrata, lontana dai luoghi sensibili della città.

 

Una scelta di civiltà, che consentirebbe di liberare l’area storica dal cemento, di mettere in luce i reperti, custodendoli e facendoli fruire ai cittadini  in un itinerario archeologico- naturalistico che, partendo da Parco Zanotti, attraverso lo Stadio, parco Pignera, parco Carrara fino alle mura greche e così via, possa finalmente restituire alla città la memoria del suo passato, inserendola in un contesto di suggestiva bellezza.

 

Crotone, 9 settembre 2016                Teresa Liguori (Collegio nazionale Probiviri)

Vincenzo Fabiani (Gruppo Archeologico Krotoniate)

 

….. “Ogni altra preoccupazione passa innanzi a quella che in un Paese come l’Italia dovrebbe essere tra le prime: salvare cioè e tramandare quanto più possibile intatto l’ingente patrimonio d’arte giunto a noi dai secoli passati, e che è la perpetua attrazione di tutte le genti”

( Umberto Zanotti Bianco)

 

 

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